PICCARDO, Paolo

Paolo Piccardo (Francavilla Bisio, 10 ottobre 1903/)

Carpentiere in ferro, socialista, iscritto al Casellario politico centrale del Ministero dell’interno dal 1928 al 1931

Paolo Piccardo, nato il 10 ottobre 1903 a Francavilla Bisio (AL), residente a Serravalle Scrivia dal 1929 al 1930, fabbro e carpentiere in ferro, venne iscritto al Casellario politico centrale del Ministero dell’interno nel 1928, in esito ad informazioni di polizia che evidenziarono la connotazione politica “sovversiva” di alcuni colleghi di lavoro. Il 2 giugno 1928 la prefettura di Aosta, in seguito ad espressa richiesta da parte del Casellario politico centrale datata 23 maggio 1938, riferisce che Piccardo «…trovasi ad Aosta dal 2 maggio 1927 e da allora non ha dato luogo a rimarchi sulla sua condotta morale e politica. Egli è occupato in qualità di fabbro presso l’impresa “Stura” ed abita in questa città… Conobbe il noto comunista Priami Umberto (Membro della delegazione comunista ligure al Congresso di Livorno del Partito socialista, nel 1921 Segretario della sezione comunista di Genova Sampierdarena ndr.), nel 1925 ad Arquata Scrivia per ragioni di lavoro, ha lavorato insieme col medesimo a Sampierdarena nel febbraio 1927 e tuttora trovasi qui a lavorare con lui. Sono in corso accertamenti per conoscere i precedenti morali e specificatamente politici del Piccardo e mi riservo di comunicare i risultati…». Il 15 ottobre 1929 la prefettura di Aosta conferma l’avvenuto trasferimento di Piccardo da Aosta a Serravalle. Il 18 novembre 1929 la prefettura di Alessandria riferisce al Casellario «…persona di buona condotta morale, senza precedenti ne pendenze penali. Risulta che in passato manifestò principi socialisti, ma non consta che sia stato iscritto a partiti politici. Non ha mai svolta alcuna attività politica e non ha dato luogo a rimarchi con la sua condotta. Ha risieduto per circa due anni ad Aosta dove era occupato presso l’impresa “Cav. Stura”. Colà conobbe un operaio toscano di cui ricorda solo il nome, certo Tullio (Rizzatti ndr.), il quale sarebbe stato poi arrestato a Terni non conosce per quali motivi. In seguito seppe che detto operaio era stato assessore socialista in Comune della Toscana. Con questi il Piccardo non ebbe mai corrispondenza…».  Il 27 novembre 1929 la Direzione generale della pubblica sicurezza scrive all’Ufficio territoriale del governo di Alessandria «…Preso atto di quanto la Prefettura ha riferito… pregasi disporre sul sovversivo… cauta vigilanza per accertare meglio in comportamento politico e dalle risultanze di esso esaminare se convenga proporre la radiazione dal Casellario…». Il 16 dicembre 1929 la prefettura di Alessandria riferisce al Ministero dell’interno di aver disposto «…cauta vigilanza…» nei confronti del sovversivo Piccardo.

Utile a ricostruire l’ambiente “sovversivo” in cui lavorò il carpentiere serravallese è la nota del 10 maggio 1928, redatta dalla prefettura di Pisa, indirizzata alle questure di Terni, Genova, Aosta, Sondrio, Lucca e per conoscenza ai Consolati di Marsiglia, Lione, Parigi, Chambery, e trasmessa al Casellario politico centrale del Ministero dell’interno, informativa incentrata sulla persona di un compagno di lavoro di Piccardo, tale Riccioni Tullio, nato a Santa Croce sull’Arno (PI),  il 18 giugno 1900, domiciliato a Genova, già residente a Terni, anch’egli carpentiere, schedato come “pericoloso comunista”, il quale: «…Il 18 aprile u.s. ad iniziativa di questo Ufficio fu rintracciato ed arrestato, nel Comune di Papigno… il quale lavorava colà fin dal 30 novembre 1927 alle dipendenze dell’impresa di costruzioni “Carena e C.” sotto il falso nome di Riccioli Tullio e come tale era iscritto a quel sindacato fascista e nel dopolavoro. Il Riccioni tradotto nelle carceri e sottoposto ad interrogatorio ha dichiarato che dimesso dalle carceri a Firenze il 3 settembre 1922 in seguito ad assoluzione in sede istruttoria dalla imputazione di correità nell’eccidio di Empoli, si sarebbe portato a Genova da dove, dopo una quindicina di giorni avrebbe clandestinamente emigrato per la Francia, uscendo dal Regno dalla Stazione di Ventimiglia. Si sarebbe direttamente recato a Lione dove si sarebbe subito occupato come raffinatore di pellami… A Lione avrebbe partecipato ad una sola riunione di carattere politico “pro propaganda soccorso rosso”…. Nel 1924 si sarebbe trasferito per ragion di salute a Marsiglia… Alla fine di marzo avrebbe cambiato mestiere e avrebbe lavorato come carpentiere in legno in alcune costruzioni edili. Nel luglio del medesimo anno sarebbe stato ammesso nelle “Officine Reauld” in Bialiencourt come specialista avventinzio in montaggio di motori di serie e allora avrebbe preso alloggio a Parigi… Nel successivo mese di settembre sarebbe stato colpito da decreto di espulsione… in seguito ad un alterco con un funzionario della Polizia francese, per cui sarebbe subito rientrato clandestinamente nel Regno per il confine di Modane. Il Consolato di Lione comunicò invece che il Riccioni erasi trasferito a Lione dove frequentava il soccorso rosso internazionale dal quale riceveva sussidi. Avrebbe sostato qualche giorno a Torino ed a Milano e quindi avrebbe raggiunto Genova dove avrebbe preso alloggio… nei pressi di Staglieno lavorando come giornaliero… nel marzo 1926 si traferì a Roma dove… si occupò in qualità di gelatiere, ma nel successivo mese di ottobre si allontanò dalla capitale per ignota direzione. Il Riccioni afferma di essersi nuovamente portato a Genova dove avrebbe preso alloggio… e si sarebbe occupato come ferraiouolo in Sampierdarena alla dipendenza della ditta “Stura”… Ultimati i lavori a Sampierdarena dove avrebbe avuto come compagni di lavoro Marchetti Ettore e Rizzatti Ivo, qualificati dalla Questura di Terni, il primo ex anarchico propagandista ed il secondo comunista pericoloso, arrestato nel maggio 1926 a Chiarenza per propaganda organizzativa comunista, sarebbe stato mandato dalla stessa ditta “Stura” ad eseguire alcuni lavori ad Aosta, e precisamente nelle officine Ansaldo. Nell’ottobre 1927 si sarebbe trasferito a Papigno, presso Terni, ivi chiamato dal Marchetti Ettore che lo assunse al lavoro alle dipendenze dell’impresa “Carena e C.” di costruzioni edili, dove… è stato rintracciato ed arrestato. Sulla persona del Riccioni sono state rinvenute… nonché una lettera in data 8 marzo 1928 da Aosta a firma “Priami Oscar” il quale gli da notizia di un certo Piccardo Paolo, operaio nelle officine “Ansaldo” in Aosta, di certi “Agnarelli” ed “Ercole”, dei quali il Riccioni non ricorderebbe rispettivamente nome e cognome, e nel contempo, lo prega di passare i saluti ai compagni di Terni, Giulio (Boccia Giulio), Ivo (Rizzatti Ivo) ed Ettore (Marchetti Ettore). Il ripetuto Riccioni ha dichiarato, inoltre, di avere saputo che a Papigno nello stesso stabilimento lavora anche Rigamonti Ferruccio, indicato dalla Questura di Terni, anche pericoloso comunista, ed in fine che a Terni avrebbe avuto relazioni di amicizia col sergente di artiglieria, ivi di stanza Ulderico Guainai, nativo di Viareggio. Poichè il Riccioni è comunista pericoloso, segnalato dai nostri Consolati in Lione e Marsiglia quale antifascista ed attivo propagandista ed in relazione col noto Tranquilli Secondino Romolo, arrestato a Como, rivolgo preghiera a tutte le autorità. Consolari e di P.s. interessate perché ciascuna per la parte che li riguarda, controlli i fatti forniti dal Riccioni nei suoi interrogatori. e qui riassunti, allo scopo di stabilire le località dove egli è stato, le relazioni ed i contatti avuti nelle sue peregrinazioni con elementi sovversivi che dovranno essere identificati e fornendo, nel contempo, quelle utili notizie atte a fare conoscere se e quale attività sovversiva il Riccioni abbia svolta all’interno ed all’estero…». Nella foto a destra, tratta dal sito www.bfscollezionidigitali.org, il frontespizio di una pubblicazione di propaganda comunista del 1945, a cura Tullio Riccioni.

Il 16 febbraio 1930 la prefettura di Alessandria comunica la Casellario politico centrale, che Paolo Piccardo risulta trasferito a Roma per ragioni di lavoro il 6 gennaio ed occupato presso l’impresa “Carena” «…La questura di Roma è stata informata ed ha disposto su di lui opportuna vigilanza…».

Il 24 giugno 1931 la prefettura di Aosta notizia il Ministero dell’interno riferendo che Piccardo «…era immune già prima da precedenti politici, non ha svolto dalle suddette epoche ad oggi alcuna attività contraria al Regime tenendo regolare condotta in questa Provincia, come in provincia di Alessandria, in modo da indurre al convincimento che non trattasi di elemento sospetto in linea politica. Pertanto prego… far conoscere se nulla osti alla radiazione… dal novero dei sovversivi, significando che questo Ufficio esprime parere favorevole…». Il 6 luglio 1931 il Ministero comunica il nulla osta alla radiazione. Il 24 luglio 1931 la prefettura di Aosta comunicò l’avvenuta radiazione dal novero dei sovversivi.