MONTECUCCO, Pietro

Pietro Montecucco (di Giacomo Montecucco e Isolina Ermoli / Serravalle Scrivia, 23 ottobre 1919 / Russia, 7 gennaio 1943).

Caporale del Genio Alpino, disperso nel corso della Campagna di Russia.

Pietro Montecucco, figlio di Giacomo Montecucco, bracciante ed Isolina Ermoli, casalinga, nacque il 23 ottobre 1919, a Serravalle. Nel 1931 si trasferì a Ferrera di Varese. Durante la guerra servì con il grado di Caporale nel 30° Battaglione Guastatori del Genio Alpino. Disperso il 7 gennaio 1943, in località e circostanze non note, sul fronte russo. Il reparto in cui servì il serravallese si formò a Verona nel 1941. Come ricostruito sul sito www.anaconegliano.it, il 30° Guastatori «…Già sul fronte Greco-Albanese, dimostratosi più difficile del previsto, i Guastatori del XXX danno prova di essere degni del motto che si sono scelto “A noi vittoria è vita”.  Nel giugno del 1941 il Battaglione fa rientro in Italia, dislocandosi prima a Udine, poi a Ronchi dei Legionari… Il 17 marzo 1942 il XXX Battaglione… è assegnato al Corpo d’Armata Alpino, in via di costituzione… Il Battaglione parte per la Russia il 21 luglio 1942. I primi giorni di settembre il Corpo d’Armata non ha ancora raggiunto la linea di schieramento ma i vari suoi reparti si vanno concentrando nel territorio di Voroscilovgrad in attesa di ordini e di destinazione… (nella foto in alto, tratta dal sito www.anaconegliano.it, guastatori del 30° Battaglione in azione sul fronte russo)…».

Prosegue la narrazione: «…l 25 settembre 1942 il Corpo d’Armata sistema la sua base ad Arkangelskoje, nella zona del Don. Anche il XXX è dislocato in zona con quasi tutto il personale ospitato dalla popolazione nelle isbe, capanne di legno con pareti di ramaglie. In questo intervallo di tempo, siamo a fine dicembre, i guastatori vengono impiegati nella realizzazione di ostacoli anticarro e nella rimozione di mine… Qualche giorno prima di Natale, gli eventi sembrano precipitare. Il fronte, sul medio Don, tenuto dall’8° Armata Italiana sembra essere in pericolo. Si dice che propri lì i russi siano riusciti a sfondare. Il XXX Battaglione guastatori muove verso il fronte, fa tappa a Staro Kalitwa dove, schierato fra gli Alpini, arresta un minaccioso attacco notturno della fanteria russa. (Nella foto a lato, tratta da www.gruppoguastatori.it, guastatori in azione durante la 2° Guerra Mondiale). Ai primi di gennaio 1943, nonostante le allarmanti e contrastanti notizie che giungono dal Sud, la situazione sembra essersi stabilizzata; l’offensiva russa è stata rintuzzata…».

Continua la ricostruzione: «…Ai primi di gennaio 1943, nonostante le allarmanti e contrastanti notizie che giungono dal Sud, la situazione sembra essersi stabilizzata; l’offensiva russa è stata rintuzzata…Il 7 gennaio, i guastatori, dopo essere stati sostituiti dal Battaglione “Vicenza”, rientrano alla base di Arkzngelskoje… Dopo pochi giorni, però, un nuovo ordine di movimento giunge improvviso… Senza che nessuno possa presagirlo quell’ordine segna l’inizio della vicenda che, in pochi giorni, porterà al quasi totale annientamento del XXX Battaglione. Sono passate da poco le 8 del mattino del 14 gennaio 1943 quando al comando del Battaglione giunge concitato l’ordine di portarsi immediatamente a Rossosch, sede del comando del Corpo d’Armata, minacciato da carri armati russi… Nel tardo pomeriggio il grosso del Battaglione è a Rossosch… Armati con poche mine antiquate e con bottiglie incendiarie gli uomini del plotone, appena giunti sul posto, non esitano a lanciarsi contro i carri russi. Il loro impeto è tale da costringerli a ripiegare. La 6° “Tormenta” schiera subito i suoi plotoni a difesa della piazza antistante il comando del Corpo d’Armata. La 9° “Valanga”, invece, prende posizione sul lato opposto per difendere il ponte che conduce fuori Rossosch. Alle 6 del mattino del 15 gennaio è, ormai, evidente che gran parte della città è in mano ai russi che impegnano duramente gli ultimi avanzi del Battaglione “Cervino”. I guastatori del XXX tengono salde le loro posizioni. Il secondo plotone della 6°, al comando del Ten. Guarnaccia, combatte con audacia senza pari e si fa distruggere pur di non lasciar passare i terribili carri pesanti T34 e tenere aperta la via della ritirata per le altre Unità. Solo due guastatori sopravvivono.E’ il 20 gennaio 1943. Nella zona di Opyt carri armati T34 si apprestano ad attaccare la colonna dei Guastatori che marcia faticosamente nella neve… Otto furono i superstiti… ma lo scopo… i quali pagarono con la vita, fu raggiunto: guadagnare un po’ di tempo al ripiegamento della colonna principale per evitarne la distruzione. …E’ la sera del 26 gennaio 1943, la sera dell’epico definitivo sfondamento della tenaglia russa. La lunga colonna degli Alpini è ferma sotto la gragnola dei colpi di mortaio… gli sparuti, laceri, affamati, ultimi superstiti dell’intero XXX Battaglione… non sono degli sbandati… conservano ancora le armi individuali e, con quelle in pugno, si rovesciano a valanga, con tutti gli Alpini, addosso allo schieramento russo. Prima che il sole cali dietro il profilo della steppa, Nikolajewka è presa, occupata, strappata al nemico… E’ la sera del 27 gennaio: un altro gruppo di guastatori… è sfilato senza incappare nel gorgo di Nikolajewka. Ora sta marciando nella scia di una colonna tedesca composta da gran numero di slitte stracariche di feriti e di congelati e che, senza volerlo, vincolata com’é al binario ghiacciato della pista, si trova ad offrire il fianco ad un improvviso attacco della fanteria russa. Nell’impossibilità di accelerare la marcia per svincolarsi e volendo salvare la vita di chi è immobilizzato sulle slitte, non resta che contrattaccare. E il contrattacco si scatena… concordato tra soldati germanici e guastatori italiani… i russi abbandonano il campo senza più oltre minacciare la marcia… Il giorno successivo… anche questo gruppo di guastatori saprà di aver terminata onorevolmente la propria odissea… Diranno le relazioni ufficiali che… dei 23 ufficiali, 30 sottufficiali e 427 militari di truppa (guastatori e genieri addetti ai servizi) presenti il 1° gennaio 1943 rimangono, complessivamente, 121 superstiti. Diverse le ricompense al Valor Militare concesse ai singoli. Molte… “alla memoria”. Al XXX Battaglione, nel 1988, è stata concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare per le vicende belliche del gennaio 1943 sul fronte russo…».

Fonti: Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia – Reduci della Prigionia, Famiglie dei Caduti e dei Dispersi, Elenco dei Caduti e dei Dispersi. Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, Banca Dati dei Caduti e Dispersi nella I e nella II guerra Mondiale. Archivio storico del Comune di Serravalle Scrivia.

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