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Il Passito di Libarna

Dall’antico Acinaticum al Passito di Libarna, un vino che arriva dal passato e unisce le Colline del Gavi con le Terre Derthona, passando dalla Val Borbera.

Acinaticum, dal latino acinus (acino), era il vino che gli antichi Romani preparavano con l’uva passita, scegliendo acino dopo acino i migliori chicchi per la preparazione di un nettare dolce e aromatico. Come allora, dall’incontro di due grandi vitigni del basso Piemonte, il Cortese e il Timorasso, è nato a Libarna Acinaticum, vino bianco passito, frutto dell’amore per questa terra e di un progetto culturale rivolto al futuro e alla valorizzazione promosso dall’Associazione Libarna Arteventi


Acinaticum presentato dagli allievi del corso in “Enogastronomia” dell’Istituto Superiore “Ciampini-Boccardo” di Novi Ligure.

L’Area archeologica di Libarna, antica città romana distesa alle pendici delle colline del Gavi Docg, il 4 settembre 2021, ha fatto da cornice alla presentazione del progetto “Passito di Libarna”, l’iniziativa che propone una novità nel panorama vitivinicolo di questa area del Piemonte nota per la produzione di grandi vini bianchi come il Gavi Docg e il Derthona Timorasso.

L’idea è nata da un gruppo di amici produttori di uve Cortese e Timorasso – enologi, agronomi, archeologi, designers e studiosi – fortemente legati al territorio e alle sue varie espressioni in campo enologico e culturale, che si sono riuniti intorno all’Associazione Libarna Arteventi dando vita a questo percorso eno-culturale ispirato da un vino dall’anima antica: il passito.

L’Acinaticum e Libarna

Acinaticum è il termine latino con cui nell’antichità veniva chiamata la tecnica di disidratazione dei grappoli e la successiva trasformazione in vino attraverso un processo fisico che porta alla perdita di acqua negli acini e alla concentrazione dei composti presenti nella bacca, principalmente zuccheri, acidi, sali minerali e profumi. Sono numerose le testimonianze storiche, archeologiche e letterarie giunte fino a noi e che dimostrano per esempio come gli antichi Romani avevano già introdotto questo metodo, che prevedeva una maturazione avanzata delle uve su graticci di vimini durante i freddi mesi invernali, da cui poi se ne produceva un dolce nettare molto concentrato. Nell’incontro di Libarna è stato presentato il progetto culturale che è alla base dell’iniziativa, il cui intento è anche quello di stimolare le aziende locali a mettere in produzione un proprio vino passito da vitigni autoctoni, avviando un connubio virtuoso con le molte eccellenze dolciarie di questa terra, tra cui gli amaretti, i baci di dama, i canestrelli e il cioccolato.

“L’appuntamento di Libarna, è stato l’approfondimento sul vino passito – dalla sua storia più antica alle moderne proposte sul mercato – un ulteriore passo per avviare una collaborazione nell’ambito della produzione di Gavi Docg e Derthona Timorasso, per una promozione e valorizzazione sempre maggiore di questi due grandi vini bianchi e finalmente consolidare quest’area come l’isola bianca del Piemonte” hanno dichiarato assieme Maurizio Montobbio e Gian Paolo Repetto, rispettivamente presidenti del Consorzio Tutela del Gavi Docg e del Consorzio Tutela Vini dei Colli Tortonesi.

Prima fila da a sinistra: Simone Lerma, Alberto Carbone, Giampaolo Repetto, Francesco Bergaglio, Ezio Poggi, Davide Ferrarese, Paolo Novara. In seconda fila da sinistra: Maurizio Montobbio, Marica Venturino, Iudica Dameri

Durante la giornata si sono susseguiti gli interventi di Stefano Maggi dell’Università di Pavia e di Lorenzo Zamboni dell’Università di Milano, che hanno illustrato la coltivazione della vite e la produzione, il consumo e commercio del vino in età romana; successivamente ci sono stati gli interventi degli archeologi Carla Manganelli e Marica Venturino, già direttore dell’area archeologica di Libarna, che insieme a Iudica Dameri, di Libarna Arteventi, hanno raccontato la nascita del progetto inserito nel percorso “Archeosapori”.

Maurizio Montobbio e Gian Paolo Repetto, insieme al produttore Ezio Poggio, all’enologo Francesco Bergaglio e al sommelier Paolo Novara hanno condotto invece il workshop dedicato alla produzione dell’Acinaticum – il Passito di Libarna – e dei passiti attualmente prodotti in questo territorio, alle sue potenzialità e ai suoi possibili sviluppi nel mercato enologico. Davide Ferrarese di VignaVeritas ha presentato le nuove mappe che ha realizzato sulle Denominazioni del Gavi Docg e dei Colli Tortonesi in cui sono riportate le aree visitate all’interno dei singoli territori comunali.

La presentazione si è conclusa con la degustazione di Acinaticum – Passito di Libarna e di altri passiti piemontesi, abbinati a eccellenze dolciarie del territorio, tra cui amaretti di Gavi, baci di Libarna, baci di dama di Tortona. Erano presenti banchi d’assaggio di Gavi Docg, Derthona e Terre di Libarna Timorasso, serviti da sommelier AIS, con degustazione di prodotti tipici delle rispettive aree di produzione, tra cui farinata di Serravalle, coppa al Gavi, Montebore, salame nobile del Giarolo, serviti dagli allievi del corso in “Enogastronomia” dell’Istituto Superiore “Ciampini-Boccardo” di Novi Ligure.