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I TORTELLINI di SIMONA – Una ricetta dall’Emilia a Serravalle

Emigranti a Serravalle (1936);
Teresa Tossani Buganè e famiglia

Serravalle terra di immigrazione, ma anche di emigrazione, non dimentichiamolo mai!
Uno dei primi flussi migratori fu quello del piccolo nucleo emiliano  giunto a Serravalle tra agli anni Venti e Trenta del novecento.
A volte neppure ce ne accorgiamo, a volte passano anni prima che succeda, ma ogni flusso migratorio prima o poi porta a uno scambio di idee, comportamenti, usanze, tradizioni. Molte volte non è un itinerario facile, spesso si incontrano ostacoli e resistenze, ma alla fine accade sempre così: piccole cose e grandi cose entrano nella nostra vita e diventano parte della nostra quotidianità. Noi prendiamo qualcosa da chi arriva, chi arriva si ritrova un po’ più uguale a noi.
I tortellini ( no, non ridete) sono uno dei tanti simboli di questo percorso. Come ci ricordano Bibi Raviolo e Antonietta Pollini nei loro racconti, negli anni settanta diventarono un piatto “tipico” del menù serravallese, ma trent’anni prima erano degli illustri sconosciuti.
Simona Lera ci propone la ricetta emiliana “ortodossa” e ci ricorda che la  nostra memoria dovrebbe essere sempre attenta a riflettere su quei piccoli cambiamenti di cui a volte non ricordiamo più l’origine ma che stanno lì a indicarci che tutti noi assorbiamo qualcosa dal nostro prossimo. Anche una semplice ricetta ci può quindi aiutare a ricordare ed essere un augurio per tutti: solo il rispetto, e la conoscenza reciproca, possono aiutarci a vivere in serenità e a progredire (redazione Chieketè)

Ho visto fare tortellini in casa mia da sempre.
Sono nipote e figlia di emiliani. Mia nonna impastava cantando e benediceva la farina.
I suoi gesti sono nella memoria di una bambina che pasticciava e rosicchiava il parmigiano.
Ecco quindi la ricetta dei tortellini come li ho visti preparare io (eccetto “T’adoriam ostia divina”, ovvero il canto/orazione prediletto da mia nonna durante l’esecuzione della ricetta!).

Teresa a Simona all’opera!


Ripieno: stesso peso per mortadella e prosciutto crudo. Per esempio: 2 hg. prosciutto crudo e 2 hg. mortadella e così via. se si aggiungono altre carni saranno di circa 1/3 del peso dei salumi. Il parmigiano sarà circa 3/4 del peso del ripieno ed ugualmente le uova (anche le uova hanno un peso!). Sale q.b. (q.b. nei ricettari significa = quanto basta) e noce moscata a sentimento. A me piace molto. Assaggiare e correggere secondo i gusti.
Per la pasta vale la regola di sempre: 100 gr. di farina = 1 uovo.
I tortellini annegheranno nel brodo di cappone!!!!!!!
Ripeto questo rito natalizio di storia, laboriosità, territorio come un piccolo patrimonio preservandone la memoria.
Buone feste a tutti.