La Scrivia a Serravalle

La Scrivia (Olubria in epoca romana; ) è il torrente che attraversa il paese.
Affluente di destra del Po è lungo 117 chilometri e scorre in territorio serravallese per più di cinque chilometri.
La Scrivia entra nel territorio comunale poco a valle della confluenza con il Borbera. Siamo all’altezza dell’antico insediamento di Libarna, posto in sponda sinistra orografica.


Appena più a valle attraversa il corso d’acqua  e Póunte da Diretìsima che sorregge la linea ferroviaria Genova – Milano.
Da qui, procedendo verso valle troviamo la lunga spianata detta i Glöpi che termina con lo sbarramento della Diga.
Dopo il salto l’acqua, con una lunga ravéza in sponda  destra, raggiunge u Logu di Kavàli. Ancora in sponda destra, poco a valle, era l’ ègua ‘d sùrfu piccola sorgente sulfurea ora scomparsa.
Sempre scendendo l’acqua proveniente dalla rùza del vecchio Muéin (oggi una piccola centrale elettrica) si ricongiunge al corso principale presso lo scoglio deè Frò.

In sponda sinistra le case alte sopra la riva vedono l’acqua scorrere sotto la chiesetta ed il Póunte da Maduneta, che porta a Stazzano e Vignole Borbera.
Poco più a valle, sempre in sponda sinistra era u Sàuntu  (edicola contenente la statua di San  Giovanni Nepomuceno protettore dei ponti). Scorrendo sotto le case a picco l’acqua  tocca la roccia  deè Fiadù.
Con un cambio di direzione si giunge a a Ventu-éla per toccare poi Pila Vègia e Pila Nova (antichi manufatti ormai erosi dal torrente).
Da qui passando sotto i due ponti autostradali lo Scrivia tocca lo scoglio de a Nòve (dal nome della soprastante villa in territorio di Stazzano).

In sponda destra è posto il confine comunale in corrispondenza di un minuscolo ruscello che scende da Monte Spineto, assai vicino ad un punto di rilevamento idrometrico.

In sponda sinistra scendendo verso valle la ormai irriconoscibile Kampéa (luogo di giochi e di preparazione de e rustìe nei pressi di uno dei tanti ormai scomparsi  funtanéini, comodi per spegnere il fuoco e sciacquare le mani). Di fronte, sulla sponda destra stazzanese,era a Kaséta biàunka manufatto ormai scomparso, distrutto dalle piene, probabilmente ad uso idrico.
Questo era il corso della Scrivia così come si presentava sino agli anni Sessanta dello scorso secolo.

Possiamo rivedere la Scrivia di quegli anni in due filmati di Carlo Punta.

Il primo ci mostra l’estate “balneare” in riva al torrente, quando la Scrivia era uno dei luoghi prediletti della socialità e del divertimento domenicale dei serravallesi destinato a scomparire rapidamente e definitivamente nel giro di pochi anni, soppiantato da nuove abitudini e sconfitto dal degrado ambientale.

Serravalle LIDO – un filmato di Carlo Punta

Il secondo è un breve ricordo del “fontanino” dell’acqua di Zolfo, dal quale sgorgava lentamente una bevanda assai apprezzata per le sue virtù terapeutiche dai serravallesi e anche da un grande campione (campionissimo) del ciclismo: Fausto Coppi.

Aldo Orlando

Marito di Nicoletta, insegnante di Educazione Fisica in pensione, pescatore da tutta la vita, amo l-aria aperta, i fiori, gli animali.