Come si raccontava Serravalle nel 1890

Sfogliando su Google, il libro La Patria – Vol. III” (vv. link a lato e copertina qui sotto), alla pag. 204, apprendiamo che nel 1890 Serravalle era a capo di un mandamento di nove comuni per un totale di oltre undicimila abitanti (Arquata Scrivia, Borghetto Borbera, Castel de’ Ratti, Grondona, Molo di Borbera, Stazzano, Torre de’ Ratti, Vignole Borbera).
Interessanti le conoscenze dell’epoca, relative a Libarna, riportate in calce all’articolo. Il confronto con lo stato delle conoscenze attuali dimostra quanti passi avanti abbiano fatto gli studi archeiologici condotti sul sito.

La nostra città viene così descritta:
Territorio in colle e in piano bagnato dallo Scrivia discretamente fertile in vino cereali legumi patate castagne e specialmente in gelsi che dànno un ricco prodotto serico. Conchiglie fossili presso il borgo e sulla sponda sinistra dello Scrivia acqua solforosa adoperata dai villici con qualche giovamento nelle malattie addominali e nelle affezioni cutanee.

Serravalle Scrivia 3254 abitanti, In luogo elevato e con aria saluberrima sulla sponda sinistra dello Scrivia fra questo fiume e il monte Castello a 8 chilometri da Novi e in situazione che serra la vallala donde il suo nome.
Fra lo Scrivia el abitato passano la strada regia e la ferrata Era cinto anticamente di mura e munito di una fortezza che fu poi smantellata in un con le mura.
Sulla sponda destra dello Scrivia sta un piccolo sobborgo a cui si accede per un ponte in pietra a sei arcate e nella cui chiesuola ammirasi una bella statua in marmo di S Giovanni Nepomuceno.
Molti fra gli edifizi di Serravalle furono restaurati ed abbelliti.
Stendesi nel mezzo una piazza di mediocre grandezza fiancheggiata dall antica parrocchiale di San Martino
Sulla vetta di monte Castello sorgeva in addietro una rocca munita con torri e bastioni fra i ruderi della quale si rinvennero monete romane Ospedale di San Giuliano
Industria della seta delle tele di lino e loro imbianchimento commercio d esportazione del vino e lucro notevole pel transito della ferrovia Villeggiature

Cenni storici
Credesi sôrto per opera dei Tortonesi sulle rovine dell antica Libarna chiamandosi primieramente Borgonuovo.
La rocca edificata sopra il monte Olivo fu costruita dalla colonia libera degli Arimani stabilitasi nei primordi del medioevo in questo territorio I Genovesi tentarono ma invano di togliere questa rocca ai Tortonesi Ciò riusciva invece nel 1153 alle armi di Federico I che vi stabiliva una guarnigione di Pavesi. Quindi Serravalle fu feudo dei Malaspina che ne furono spossessati come rei di tradimento Ne furono nominati feudatari gli Spinola nel 1311 cui succedettero nel 1596 i Doria Infine questo possesso veniva ceduto dall Austria a Casa Savoia nel secolo scorso

Nelle precedenti generalità sul circondario di Novi Ligure abbiamo detto due parole dell antica città coloniale romana di Libarna ed ora che ci troviamo presso i suoi ruderi aggiungeremo alcuni particolari.
Sorgeva essa alla distanza di 300 metri da Serravalle e di 500 da Arquata e fra le sue mura correva la via Postuma detta anche Postumia la quale staccandosi dalla via Emilia poco lungi da Piacenza toccava Tortona per quindi traversare la valle dello Scrivia e superato l’Apennino sul colle dei Giovi scendere a Genova seguitando il corso del Riccò e della Polcevera.
Non sono ancora molti anni degli edifizi urbani non rimanevano altre vestigia che grandi pavimenti in mosaico e tasselli di piastre vitree colorate e di marmi e pietruzze legate insieme da un cemento tenacissimo di calce Ma gli avanzi principali di Libarna consistono in un campo arenario circondato da muri lungo più di 60 metri e largo 40 circa che stendevasi nella parte settentrionale della città e fu riconosciuto per un teatro Presso a quest edifizio e dirimpetto ad esso furono trovate volte sotterranee sorrette da larghi muri che le separavano in saloni contigui per mezzo di un corridoio e dall acquedotto scoperto si arguì che fossero terme urbane In vicinanza di esse e in vari altri punti si dissotterrarono rottami di mosaico tritumi di lapislazzoli e di diaspri graniti basalti porfidi serpentino e marmi variopinti fusti di colonne capitelli dei vari ordini basi fregi bassorilievi e altre moltissime sculture Fra i marmi si distinsero nelle colonne pietre orientali granito del Tortonese e rocce congeneri al peperino di Tivoli ma la maggior parte furono riconosciuti per marmi carraresi e vi si disseppellirono una sfinge ed una vasca quadrata con quattro delfini
Si riconobbe che un altro acquedotto vi era alimentato dalle acque del rivo che scende da Borlasca a Pietra Bissara e recava l’acqua in città ed era di una magnificenza veramente romana.
Moltissime monete d’oro, d’argento, di rame e di eroso misto attestarono vieppiù sempre la grandezza e l’ importanza di Libarna la quale oltre il suddetto teatro aveva ancora un anfiteatro di forma elittica ed un fôro di forma quadrata come mostrano i loro avanzi
Le vicende a cui soggiacque Libarna prima e dopo il tempo romano sono quasi ignote affatto e gli eruditi non vanno d accordo nelle loro supposizioni intorno ad esse. Ma i ruderi suddescritti dicono chiaramente che Libarna doveva essere una delle principali colonie romane.
Ignorasi il tempo preciso nel quale fu distrutta qualche scrittore pretende però non sappiamo con qual fondamento che verso il 452 dell êra nostra la distruggessero col ferro e col fuoco gli Unni d Attila flagellum Dei
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Benito Ciarlo

Calabrese di Montalto Uffugo (CS), dov'è nato nel 1950. Vive a Serravalle Scrivia (AL) dal 1968. Ha lavorato In Europa Metalli (ex Delta) come esperto di tutela dell'ambiente e responsabile della prevezione degli infortuni sul lavoro, svolgendo anche le mansioni di responsabile delle pubbliche relazioni. Appassionato di dialetti italiani e di Letteratura Medievale, ha svolto numerose serate di divulgazione delle opere di Dante Alighieri presso la Biblioteca Allegri. Insegna "Divina Commedia" all'Università della terza Età UNITRÈ Arquata-Grondona. Ha scritto e pubblicato Racconti e Raccolte di Poesie (in lingua e vernacolo) .