Nikuline, Svevolode Petrovič (Nic)

Nikolaev, 27 novembre 1890 – Milano 18 luglio 1968

Svevolode Nicouline

Nato a Nicolaev (nei pressi di Odessa) da un padre ”pope” ortodosso, frequenta in Odessa l’Accademia di Belle Arti, dove studia fino al 1914 con gli scultori italiani Luigi Jorini e Giuseppe Mormone e, nei due anni successivi, studia presso l’Accademia Imperiale di Belle Arti (Imperatorskaja Akademija Chudožestv) di Pietrogrado, licenziandosi nel 1917.
Dopo la rivoluzione del ‘17 è ricercato per aver essersi unito all’esercito dei “Bianchi” e dopo mesi trascorsi in campagna travestito da contadino, decide di fuggire da Odessa. Approda in Italia, con lo status di “profugo apolide”, dopo un avventuroso viaggio, che lo vede prima a Istambul e poi finalmente a Nervi. Compie quel viaggio insieme ad Aida Bossalini, figlia di un diplomatico italiano assegnato al consolato di Odessa, e alla di lei figlia, Kalissa. A Nervi prende casa con le due donne, in un appartamento di proprietà dell’avvocato Pierluigi Erizzo.

Nasce così nel 1923 tra il Nicouline e l’avv. Erizzo, e in seguito con tutti i componenti della famiglia Erizzo, un’amicizia che durerà fino alla morte di Nic: così lo chiamavano tutti gli Erizzo. Significativo per testimoniare il grado di familiarità è il fatto che di norma trascorreva il Natale a Genova con la famiglia Erizzo.

Nic in viaggio per Montespineto

Dal 1923 al 1967 era ospite fisso (salvo eccezioni dovute a salute o irrimandabili impegni di lavoro) per periodi dai sette ai venti giorni, in agosto o settembre, di Villa Erizzo al Montespineto. Qui (e anche a Genova, almeno fino al suo trasferimento a Milano, nel 1941) insegna ai ragazzi Erizzo (Ida, Checchi e Luca) disegno, acquerello e giochi di scultura.
A Serravalle trascorre periodi di quiete e riposo come in nessun altro luogo. Così scrive in una delle sue ultime lettere a Dorothea Mosterts Erizzo : “Ti ringrazio di tutto cuore per le tre settimane di paradiso che mi hai offerto e auguro a tutti le cose migliori che possono avere da quell’isolotto che per me è l’unico che da un riposo ideale”. (27 agosto 1967).

L’immagine sulla carta intestata di Villa Erizzo

Per gli Erizzo realizza i ritratti dei genitori di Pierluigi (Clotilde e Paolo Francesco), la carta intestata di Villa Erizzo, la cartolina con mappa per Villa Erizzo e molte altre opere o semplici disegni che sono conservati dagli eredi Erizzo. Sua è anche la sovracoperta per la prima edizione de “Il regalo del Mandrogno”.

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