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Serravalle e l’Oltregiogo: appunti sulle vie di comunicazione

Le principali infrastrutture viarie.
Da sinistra a destra: la Strada Regia, la ferrovia Torino Genova, l’autostrada, la ferrovia Milano Genova.
La Scrivia in azzurro.

Per dare un ordine non solo cronologico, ma anche storico alle varie documentazioni fotografiche presenti nel sito, è necessario fare riferimento alla progressiva trasformazione urbanistica del paese, legata al rapido mutamento dei modi di spostamento delle persone e delle merci. Serravalle si è infatti assai modificata a seguito delle infrastrutture di trasporto che l’hanno attraversata negli ultimi due secoli.

Dopo un “sonno” durato quasi due millenni, grandi vie di comunicazione, pronipoti della antica via Postumia, attraversano questa “porta stretta” posta ai piedi dell’Appennino, tra il mare e la pianura Padana, modificandola per sempre.

La via Postumia (rielaborazione grafica da Wikipedia)

Alla fine del XVIII secolo, Serravalle col suo borgo, attraversato per il lungo dalla stretta via Maestra, s’allungava pigramente per poche centinaia di metri davanti alla sponda sinistra della Scrivia, abbracciato dalle mura del proprio Castello. Porta Milano, sita all’altezza dell’attuale Piazza Vittorio Veneto, permetteva l’accesso da nord, Porta Genova da sud e una terza, affacciandosi direttamente sul ponte della Scrivia, permetteva di raggiungere Stazzano e la Val Borbera. La sua relativa tranquillità, goduta nei periodi di pace, sarebbe durata per poco.

Serravalle in una stampa di Giovan Battista Sesti del 1707.

La Strada Regia che unì Torino a Genova nel 1823 determinò lungo la via Maestra (oggi via Berthoud) l’arretramento delle facciate delle case. In particolare da porta Milano a via Romana furono “tagliate” le case verso monte; da via Romana fino all’altezza della Chiesa Parrocchiale quelle verso il fiume; e da qui fino a Porta Genova, nuovamente quelle disposte verso monte.

Uno tsunami urbanistico fu determinato dalla costruzione della ferrovia Torino Genova a metà del XIX secolo (1848 – 1853). Il 1º gennaio del 1850 l’opera arrivò ad Alessandria e poi a Novi Ligure con l’entrata in esercizio di altri 56 chilometri e l’anno successivo, il 10 febbraio 1852, ad Arquata per un totale di 124 chilometri. Queste tratte non presentarono particolari difficoltà, tranne per i viadotti nella zona di Serravalle Scrivia. I binari tagliarono il paese in due per il lungo, da nord a sud, alterandone per sempre il vecchio assetto urbano.

In questa cartolina sono evidenti i due tagli urbanistici determinati
dalla Strada Regia e dalla ferrovia Torino Genova.

Queste prime due infrastrutture determinarono, durante i lavori, la riscoperta di Libarna, l’antica città romana di cui si era persa negli anni la reale localizzazione. A queste si aggiunse, nel 1916, la tratta ferroviaria Arquata Scrivia – Tortona che permise di raggiungere Milano da Genova senza passare da Novi Ligure. Il territorio serravallese conobbe così la sua terza “ferita” urbanistica che interessò l’area di Libarna e il rione Lastrico con l’edificazione della seconda stazione ferroviaria, la Serravalle Stazzano, altrimenti detta “a Stasciunèta”. In quell’occasione anche il nostro Torrente, la Scrivia, si vide interessato: dopo secoli, un secondo ponte si affacciò sul suo greto accanto a quello della Madonnetta, qualche centinaio di metri più a sud. Fu detto della Direttissima.

l lavori per il ponte della Direttissima, inaugurato nel 1916.

Ma non è finita. Nel 1932 – 1935 la necessità di dare maggior respiro commerciale al Porto di Genova motivò la realizzazione della Camionale Serravalle Genova, con un terzo ponte sul fiume (detto della Nave), la localizzazione del casello e un altro taglio a carico del Lastrico.

Il ponte sulla Scrivia della Camionale

Nel 1951 venne creata la società Milano-Serravalle, avente come soci le Amministrazioni locali (Comune e Provincia) e le Camere di commercio di Como, Genova, Milano e Pavia, con lo scopo di prolungare la Camionale dei Giovi fino al capoluogo lombardo.

Nel 1956 l’ANAS approvò l’opera autostradale proposta dalla Società e l’inizio dei lavori venne celebrato a Tortona il 29 settembre 1956 con una cerimonia di posa di un cippo inaugurale, alla presenza del Ministro dei Lavori Pubblici, Giuseppe Romita (tortonese). La tratta tra Serravalle e Tortona divenne operativa il 26 luglio 1958, coinvolgendo il rione Fabbricone. La tratta finale, tra Tortona e Milano, venne inaugurata dal presidente Giovanni Gronchi nel giugno del 1960.

Nello stesso periodo (1958), venne deciso il raddoppio del primo tratto della ex Camionale, tra Genova e Serravalle: i lavori iniziarono nel luglio 1962 e terminarono tre anni dopo, nel luglio 1965. La Scrivia, a causa di questi lavori, vide il raddoppio del ponte della Nave.

Altra recente opera viaria che da qualche anno solca il territorio serravallese è la 35 ter, che ci collega a Novi, fortemente voluta dalla Provincia di Alessandria e dal Comune di Novi Ligure, inaugurata nel 2014 (l’Amministrazione Serravallese era per altro orientata per il completamento della doppia corsia fino a Novi, già esistente dal casello autostradale fino ai centri commerciali).

La 35 ter contrassegnata dalla “freccia” di colore blu

Infine, sta vedendo la luce una terza linea ferroviaria detta “Terzo Valico“. Si tratta di un’opera finalizzata a creare un collegamento veloce fra Genova e Novi Ligure; i lavori sono iniziati nell’autunno 2013 e la linea ormai pressoché completata, sarà verosimilmente utilizzata nel 2027.

Il terzo valico

Da Genova viene raggiunta Arquata Scrivia con una galleria di 27 chilometri. Quindi è previsto un tratto allo scoperto che da Arquata raggiunge Serravalle, attraversando la piana di Libarna ad ovest della strada statale (da dietro la Cementir fino al area retrostante la ex P.E.S.C.L.E.A.) per passare, non essendoci altri spazi possibili, sotto Serravalle con una galleria di 7 chilometri (l’imbocco a sud si colloca sotto la strada provinciale che porta a Gavi) che sbuca a nord del nostro paese, nella piana di Novi Ligure.

A conclusione di queste note, mi sia concessa una riflessione. In ragione della sua posizione geografica, Serravalle Scrivia negli ultimi due secoli ha pagato un contributo altissimo, subendo sul proprio territorio la costruzione di infrastrutture viarie e ferroviarie utili alla mobilità e trasporto di merci, mezzi e persone. Siamo stati letteralmente “arati” per il lungo, visto che per il largo non è di pubblica utilità, da qualsiasi via di comunicazione. Per altro, non hanno visto la luce: la Funivia transappenninica Genova Serravalle, il Canale Navigabile Serravalle Scrivia – Lago Maggiore o semplici ipotesi quali le ferrovie Serravalle Tortona partendo dall’attuale piazza Paolo Bosio e la Gavi Serravalle. Sempre nel campo delle ipotesi, ma in questo caso verosimilmente più concreta, visto l’esistenza di un progetto preliminare, è la costruzione di una terza stazione in zona Outlet, sulla linea storica Torino Genova. Detta fermata non sarebbe sostitutiva di quella storica. ma permetterebbe a Serravalle di raggiungere il record, forse non ambito, di una stazione ogni 5 km quadrati di suolo, pari a 0,187 stazioni/Km quadrato (in Italia, seconda solo a Riomaggiore – prima con 2 stazioni ed un valore di stazioni per Km quadrato di 0,194 – ma unico comune italiano, di piccole dimensioni, con tre stazioni)

La Stampa, 18 febbraio 2025

Tramontato, credo definitivamente il progetto dell’allargamento di via Roma, l’unica opera viaria che ridarebbe un po’ di salute e dignità urbanistica a questo bersagliato paese è la Circonvallazione a monte, per la quale un preliminare, finanziato dalla Regione Piemonte, giace chiuso in qualche cassetto dell’ex Provincia di Alessandria.

Chissà quando qualche mano, quel cassetto, proverà ad aprirlo?

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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.