Oltregiogo - Isola del CantoneStoriaterritorio

L’Oltregiogo di Goffredo CASALIS – 6. Isola del Cantone

Goffredo Casalis

Sesta tappa del nostro viaggio tra le pagine del “Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna” di Goffredo Casalis, sacerdote originario di Saluzzo, ma soprattutto storico ed erudito di vaglia.
Negli anni precedenti l’Unità d’Italia, vennero pubblicate molte opere dedicate alla storia del territorio italiano, alle sue emergenze artistiche e architettoniche, alla bellezza del paesaggio, alle sue risorse economiche e commerciali: attraverso esse il nuovo Regno che si andava costituendo intendeva promuoveva la propria immagine e il proprio nuovo carattere unitario. 
Quella di Casalis fu sicuramente una delle realizzazioni più importanti e conosciute: ad essa il sacerdote saluzzese lavorò con passione per oltre vent’anni, tra il 1833 e il 1856. Ne uscì un “Dizionario” monumentale, articolato in 28 volumi ognuno dei quali constava di centinaia e centinaia di pagine (in realtà i volumi sono 31, perché il XVIII si articola in quattro tomi).
Da questa opera fondamentale, abbiamo deciso di estrarre le pagine che descrivono, uno per uno e dettagliatamente, i Comuni dell’Oltregiogo: dopo gli articoli dedicati a Serravalle, Arquata. ai Comuni dell’Alta Val Borbera, a Gavi e a Voltaggio, ecco ora la voce dedicata a Isola del Cantone, che compare nel volume VIII, edito nel 1841.
Sono gli anni in cui il piccolo centro sta assumendo una nuova importanza commerciale e viaria, in conseguenza dell’apertura della strada Regia e della realizzazione un decennio dopo, della ferrovia Torino-Genova
Da notare che nel 1934 Isola fu particolarmente colpita dalla disastrosa piena del Torrente Scrivia, in particolare a causa del crollo dell’antico ponte medioevale

ISOLA DEL CANTONE, comune nel mandamento di Ronco, provincia di Genova , diocesi di Tortona, divisione. di Genova. Dipende dal senato di Genova, posta di Ronco.

Giace in pianura lungo il regio stradale, in distanza di due miglia da Ronco. Di sedici miglia e mezzo è la sua distanza da Genova.

Gli sono aggregati venticinque villaggi; cioè alla parrocchia d’Isola del Cantone appartengono Cassine, Castelpiano, Creverina, Gresfoglietto, Orti, Sette Fontane e Vobbietta; a quella di Marmassana spettano Busti e Cassissa; nella par rocchia di Montessero sono comprese le villate di Borgo, Cafforenga, Monte, Piazzo e Spinola; in quella di Prarolo, stanno Albora e Mereta; ed in fine dalla parrocchia di Bor lasca dipendono Pietra Bissara, Pimeto, Serrè e Villa: tutte le anzidette parrocchie formano pure villaggi aventi i nomi di esse.

Delle sue strade comunali una conduce a Montessero, ed indi alla Rocchetta; un’altra mette alle Cassine , e continua sino a Voltaggio; una terza scorge a Prarolo, ed indi a Gron-dona ; una infine da Pietra Bissara tende a Borlasca, correndo sino a Voltaggio.
Il comune è discosto due ore da Montessero , un’ ora da Cassine, una pure da Prarolo e da Borlasca.
Tutte queste vie sono praticabili con bestie da soma, e trovansi in mediocre stato.

I monti, in cui sono poste le parrocchie di Marmassana, Borlasca e Montessero , circondano Isola del Cantone; e sono fertili di ogni genere di vegetabili.
Il fiume-torrente Scrivia, passando in vicinanza d’Isola, irriga una parte del suo territorio , innaffia le terre di Prarolo e di Pietra Bissara; il torrente Vobbia scorrendo alle falde di Marmassana, bagna una parte delle sue campagne; i torrenti Spuinti e Bovegna fertilizzano il distretto della parrocchia di Montessero; ed in fine qualche parte delle terre di tutti gli anzidetti villaggi viene ancora solcata da parecchi rivi, che passano per le gole delle circostanti montagne.

Anticamente lo Scrivia era valicato, presso il comune di Isola, da un ponte in pietra; ma dopo l’alluvione del 26 d’agosto 1834, che lo atterrò, più non evvi per tragittarlo, fuorché un tronco d’albero: sono per altro già preparati i tipi e le relazioni necessarie per la costruzione di un nuovo ponte in ferro.
Il torrente Vobbia tragittasi tuttora col mezzo di un ponte in pietra, poco al di là dello Scrivia; e così pure lo Spuinti presso Montessero. Sul Bovegna non esistono nè ponti, nè pedali.

Elizabeth Fanshawe, Val di Scrivia, acquerello (1829): il ponte crollato in seguito alla piena del torrente Scrivia nel 1834

Lo Scrivia ed il Vobbia contengono barbi e quagliastri : vi si trovano eziandio alcune lontre, le quali vi sarebbero in maggior numero, se ne fosse proibita la pesca in certi mesi dell’anno.

Il suolo produce in discreta quantità fromento, patate, marzuoli, castagne, uve ed altre frutta di varie specie. I terrazzani ricavano pure un considerevol guadagno dalle molte piante cedue, la cui corteccia si vende per conciare le pelli; e di tutti questi prodotti , come eziandio del molto carbone dei roveri e dei castagni, gli abitanti fanno il commercio con Genova, con Novi, e coi paesi, che giacciono lungo il regio stradale.

La parrocchia d’ Isola d’antico e semplice disegno, è dedicata a s. Michele; quella di Marmassana è sotto l’invocazione dello stesso arcangelo; la parrocchia di Montessero è titolata col nome di s. Andrea; quella di Prarolo è sotto il patrocinio di s. Maurizio; in fine la chiesa di Borlasca è sacra a Nostra Donna dei Dolori. Ogni parrocchia ha il proprio cimiterio nella prescritta distanza dall’abitato.
Nel capoluogo evvi una congregazione di carità.

Una ferriera di proprietà di Stefano Zuccarino e di Gerolamo Semino esiste nel villaggio di Vobbietta.

Vi hanno varii palazzi: uno detto Spinola in Pian Castello; un altro nel Cantone, già proprio del marchese Veneroso, è in oggi de’fratelli Zuccarino; ed uno infine in Pietra Bissara, spettante alla marchesa Francesca Spinola, vedova Anguissola-Scotti, dimorante in Piacenza.
Vedesi una piazza nel Cantone, ed una ve n’ ha in cia scuna delle parrocchie. Sorgeva anticamente un castello nel villaggio di Pietra Bissara sopra il monte, che era proprio della famiglia Spinola, e di cui vedesi ancora una torre per metà diroccata.

In questo comune si tengono annualmente due rinamate fiere: una detta di s. Michele, e l’altra di s. Andrea. Da poco tempo vi fu con superiore autorizzazione stabilito un mer cato, che si fa imnogni mese dal marzo a tutto novembre.

Gli abitanti sono di complessione vigorosa e di costumi assai lodevoli; attendono con diligenza all’agricoltura ed al commercio delle territoriali derrate.
Popolazione 3100.

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